La messa del Venerdì Santo nella Basilica di San Pietro

CITTÀ DEL VATICANO – Il secondo giorno del Triduo Pasquale inizia così, nel più classico dei modi: Papa Francesco entra nella Basilica di San Pietro con il paramento rosso, il simbolo del martirio, percorre la lunga navata centrale e si prostra per alcuni minuti davanti all’altare. Nella Basilica regna il più perfetto dei silenzi. La folla accompagna il Papa con la preghiera: è uno dei tre momenti più emozionanti di tutta la liturgia del Venerdì Santo, è l’inzio della celebrazione del memoriale della crocifissione e della morte di Gesù.

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Papa Francesco, il documentario

CITTÀ DEL VATICANO –  “Sono un grande peccatore, confidando nella misericordia, nel perdono di Dio e nella sofferenza accetto”. Queste sono le prime parole che Jorge Mario Bergoglio pronuncia da Papa, quando il cardinale Decano Giovanni Battista Re gli chiede se accettare o meno l’elezione. A ricordare quei momenti è un altro porporato, Angelo Comastri, durante l’intervista che uscirà tra due settimane nel DVD prodotto in collaborazione da Rai Eri, CTV e Corriere della Sera, intitolato appunto “Papa Francesco”.

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Perché tutti lo chiamano Papa

Lo chiamano Sommo Pontefice, Vescovo di Roma, Successore di Pietro. Ma tutti preferiscono il più semplice dei modi: Papa. Un sostantivo che rimanda a lingue lontane nel tempo e nello spazio, ma sull’origine del nome non esiste un accordo.

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ECCO IL NUOVO STEMMA DI PAPA FRANCESCO

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CITTÀ DEL VATICANO – Papa Francesco ha scelto il suo nuovo stemma. Tre gli elementi principali: il sole, simbolo della Compagnia di Gesù di cui Bergoglio fa parte, con all’interno il monogramma di Cristo IHS scritto in rosso e con la lettera H sormontata da una croce; seguono la stella, che nell’antica tradizione araldica simbolegia la Vergine Maria e il fiore di nardo, che nell’iconografia ispanica indica San Giuseppe, patrono della Chiesa Universale. Con questi simboli Papa Francesco ha voluto esprimere la sua devozione verso la Sacra Famiglia.

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Aspettando il primo Angelus: la fotogallery

In migliaia si sono riuniti oggi in piazza San Pietro per assistere al primo Angelus di Papa Francesco. Sono arrivati da tutto il mondo e hanno aspettato per ore avvolti nelle loro bandiere e striscioni. Uomini e donne di tutte le età hanno cantato, suonato e danzato, mentre i bambini giocavano accanto ai loro genitori. A dominare la piazza sono stati i sud americani, non solo argentini, ma anche brasiliani ed ecuadoregni, tutti uniti come un unico popolo in nome dei quel Papa che ormai già tutti amano.

Papa Francesco conferma gli incarichi dei dicasteri

Di nuovo ai posti di comando, come un mese fa, prima dell’inizio della sede vacante. Almeno per ora, o almeno donec aliter provideatur, fino a data da destinarsi. Papa Francesco ha confermato gli incarichi dei capi e i membri dei dicasteri della Curia romana, così come quella dei segretari e il presidente della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano.

Rimangono quindi ai loro posti i tre membri del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che rappresenta il potere esecutivo: il Cardinale Giuseppe Bertello; il Segretario Generale il Vescovo Giuseppe Sciacca e il Vicesegretario Generale.

Ma soprattutto rimane in carica il rappresentante del più antico e rilevante dicastero della Curia: il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, nominato da Benedetto XVI il 22 giugno 2006.

Ma tutto è ancora da scrivere. Il Pontefice, unico a cui spetta il potere decisionale, ha preferito prendere un periodo di tempo per riflettere e pregare, prima di fare nuove nomine o di confermarle.

 

Papa Francesco parla ai cardinali con il sorriso della saggezza

 

È un Papa sorridente quello che incontra i cardinali nella Sala Clementina in Vaticano. Un Papa che cerca di leggere le parole di un discorso già scritto, ma che in verità preferisce rompere gli schemi e parlare a braccio, per arrivare ancora di più al cuore di quei cardinali che lo hanno eletto.

 

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Essere nella storia: reportage da piazza San Pietro

DSC_7658 In un giorno di pioggia battente, tutto avrei pensato, tranne di assistere a un pezzo di storia. Sono uscita dal media centre solo con la fotocamera e il cellulare in mano. Senza pretese, quasi con la disillusione che avrei passato un’altra sera con il naso all’insù invano. Erano le cinque del pomeriggio.

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Tifo da stadio in Piazza San Pietro

Bandiere, sciarpe e cori improvvisati. E se piove nessun problema: basta aprire l’ombrello, rigorosamente personalizzato con i colori della nazione di appartenenza. Non siamo allo stadio di Maracanã, ma nella Piazza più famosa di questi giorni. Tra le braccia del colonnato del Bernini i fedeli di tutto il mondo aspettano anche per diverse ore di vedere la fumata e tutti sperano di essere tra i fortunati ad assistere a quella bianca. E tra tutti il verde della bandiera brasiliana sembra predominare.