La messa del Venerdì Santo nella Basilica di San Pietro

CITTÀ DEL VATICANO – Il secondo giorno del Triduo Pasquale inizia così, nel più classico dei modi: Papa Francesco entra nella Basilica di San Pietro con il paramento rosso, il simbolo del martirio, percorre la lunga navata centrale e si prostra per alcuni minuti davanti all’altare. Nella Basilica regna il più perfetto dei silenzi. La folla accompagna il Papa con la preghiera: è uno dei tre momenti più emozionanti di tutta la liturgia del Venerdì Santo, è l’inzio della celebrazione del memoriale della crocifissione e della morte di Gesù.

A segnare il secondo momento più toccante è stato la proclamazione, durante il canto del Vangelo, della morte di Gesù. Il Papa è sceso dal trono e si è genuflesso per qualche istante, in segno di adorazione e di richiesta di perdono.

Per l’omelia niente discorsi a braccio, stile Bergoglio. A salire sull’ambone è stato infatti Padre Raniero Cantalamenssa, dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini, predicatore della Casa Pontificia.

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La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera Universale e l’adorazione della Santa Croce, terzo e ultimo momento di emozione della messa. A inginocchiarsi davanti al crocifisso in legno sono stati prima i cardinali, poi i vescovi e infine il Papa.

La messa si è conclusa senza canti, in silenzio, con solo la Benedizione del Santo Padre. L’appuntamento per tutti è alle 21.15 al Colosseo per la Via Crucis

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