Tutte le tappe del Conclave

DSC_0731Dopo tante attese e macchinazioni, l’evento più seguito e affascinante del mondo ha inizio. Martedì 12 marzo 2013 i 115 cardinali elettori si chiuderanno in Conclave nella Cappella Sistina, appositamente sistemata per l’occasione. E l’attenzione di tutti si concentrerà su questo piccolo Stato dentro Roma.

Ecco cosa accadrà da martedì 12 marzo, per il Conclave 2013 che eleggerà il 266° Vicario di Cristo.

Occhi puntati sul comignolo sopra la Cappella. Fumata nera: i cardinali non hanno deciso; fumata bianca: abbiamo un nuovo Papa, la chiesa Cattolica ha la sua nuova guida, i Capi di Stato un nuovo interlocutore.

Nell’elezione di un Papa si mescolano religione, culto, tradizione, curiosità, ma soprattutto il fascino della segretezza. Quella del Pontefice è una delle figure più straordinarie e intriganti, la sua storia millenaria seduce chiunque. Nessuno saprà mai cosa succede all’interno della Cappella, sotto lo sguardo vigile del Giudizio Universale di Michelangelo. I cardinali riuniti in Conclave giurano sulla segretezza del voto e mai ne potranno parlare, un riserbo che dovranno custodire per sempre.

A disciplinare il  Conclave è la Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996, modificata con il motu proprio di Benedetto XVI del 2007, in cui è stata variata la maggioranza richiesta per l’elezione, e con il motu proprio del 22 aprile 2013, emanato sei giorni prima della dimissioni

Gli elettori. Sceglieranno il nuovo Papa tutti i cardinali che non abbiano ancora compiuto l’ottantesimo anno d’età il primo giorno della sede vacante.  In questo caso, sono elettori anche i cardinali ottantenni che hanno compiuto raggiunto la soglia limite dopo l’inizio della sede vacante, e cioè dopo il 28 febbraio. I cardinali elettori non possono essere più di 120. In questo Conclave saranno 115, lo stesso numero registrato nel 2005, quando fu eletto Papa Razinger.

La residenza. I cardinali elettori si trasferiranno la mattina stessa dell’inizio del Conclave, martedì 12 marzo, alle 7.00 nella Domus Sanctae Marthae. Nel corso della nona Congregazione i porporati hanno estratto a sorte le camere da assegnare a ciascun elettore. Tutte le camere sono state assegnate, meno la 201, che è la suite in cui si trasferirà il nuovo Papa in attesa che l’appartamento nel Palazzo Apostolico sia pronto nel giro di qualche settimana. 

Guarda il video sulla Casa Santa Marta del Ctv:

 

La messa. Al mattino, alle 10.00, nella Basilica di San Pietro viene celebrata la Messa ‘pro eligendo pontifice’, aperta ai fedeli, concelebrata da tutti i cardinali e presieduta dal decano del Collegio dei Cardinali, Angelo Sodano, che avendo superato la soglia degli ottant’anni non entrerà in Conclave. Nel 2005, il decano era Joseph Ratzinger. Quanto agli abiti, ecco cosa scrive il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Mons. Guido Marini nella notificazione per la Messa:

Abito solenneGli Em.mi Cardinali che concelebrano, indossando la veste rossa, il rocchetto e la mozzetta e portando con sé la mitra bianca damascata, sono pregati di trovarsi per le ore 9.30 nella Cappella di San Sebastiano, per rivestire le vesti sacre. Quanto all’abito vorranno attenersi alle seguenti indicazioni:

– i Signori Cardinali, i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi: sulla veste propria indosseranno il rocchetto, la mozzetta e la berretta;

– gli Abati e i Religiosi: l’abito corale;

– i Prelati: il rocchetto e la mantelletta, o la cotta, sopra la veste paonazza con fascia paonazza, a seconda del proprio grado;

– i Cappellani di Sua Santità: la cotta sopra la talare filettata con fascia paonazza;

– i Parroci di Roma: la cotta e la stola rossa sopra la talare nera.

 

Il consesso. Nel primo pomeriggio i 115 cardinali elettori si raccolgono nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico. Da qui inizia la processione. 

Vatican Conclave RitualsLa processione. I porporati in abito corale procedono in solenne processione verso Cappella Sistina, invocando lo Spirito Santo cantano il “Veni, creator Spiritus”. L’ordine della processione è: Croce con i candelieri, i cantori che cantano, alcuni prelati, il segretario del Conclave, il cardinale Grech per la meditazione e poi i cardinali in precedenza inversa rispetto agli ordini di appartenenza (Vescovi, Presbiteri, Diaconi). La processione è chiusa dal decano del Collegio dei cardinali, che in questo caso, visto che Angelo Sodano è ultraottantenne quindi non elettore,  è il vice decano, il cardinale Giovan Battista Re. E’ lui il celebrante della processione e del giuramento. 

Nella Cappella Sistina. Una volta entrati, i cardinali, prima del giuramento, si siederanno ai loro posti, secondo l’ordine di appartenenza e di anzianità di nomina. Il Camerlengo, scelto dal precedente Pontefice, vigila sulla riservatezza dell’elezione  e il Decano, eletto fra i cardinali Vescovi, siedono l’uno di fronte all’altra, nei posti immediatamenti vicini alla scalinata dell’altare. Sull’altare, invece, nei tre tavoli, siedono i Revisori ( verificano le operazioni di scrutinio), gli Scrutatori (contano le schede e i voti) e gli Infirmiari ( raccolgono i voti degli ammalati).

Il Giuramento. I cardinali giurano tutti insieme fedeltà alla Costituzione Apostolica e l’impegno al segreto del Conclave. I singoli elettori, secondo l’ordine di precedenza vanno a giurare, singolarmente, all’altare della Cappella Sistina, con la mano sul Vangelo, mentre una lunga formula introduttiva in latino è letta dal cardinale Re. Papa Ratzinger, con il Motu proprio del 22 febbraio ha reso più rigida la norma sulla segretezza: chi violerà le norme sarà scomunicato senza aspettare la decisione del nuovo pontefice. Due periti, alla presenza del camerlengo e di tre cardinali assistenti, avranno il compito di verificare che nessuno porti con sé cellulari o altri mezzi di comunicazione. E l’intero percorso, per arrivare da Santa Marta al luogo dell’elezione sarà schermato. Saranno sigillati circa trenta ingressi lungo tutto il percorso che porta alla Cappella Sistina, proprio per evitare qualsiasi contatto con l’esterno.

Extra Omnes. Il Maestro delle Celebrazioni a questo punto intima l'”Extra Omnes”, il fuori tutti, e coloro che non sono elettori e il cardinale per la meditazione Grench, gli estranei al Conclave devono uscire. A questo punto, dopo la meditazione i cardinali, se non hanno altre situazioni urgenti da risolvere, possono iniziare la prima votazione e il Conclave ha inizio.

Il voto. Ogni cardinale sul proprio tavolo ha una scheda, di 12 centimentri per 14, con scritto “Eligo in summum Stimmzettel für Konklave-Teilnehmer zur Papstwahlpontificem”. Qui sotto l’elettore dovrà scrivere il nome del cardinale prescelto, poi piega e ripiega il foglio. In teoria chiunque sia battezzato ha la possibilità di essere eletto Papa, ma nella pratica viene sempre eletto uno dei porporati. Tenendo sollevata la scheda, ogni cardinale va verso l’altare dove pronuncia un nuovo giuramento. “Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto”. Il cardinale depone il foglietto sul piatto di raccolta e lo fa scivolare nell’urna. Dopo aver fatto un inchino torna al suo posto.

UrneAl termine della votazione, il primo scrutatore agita il contenitore per mescolare le schede. Subito dopo, l’ultimo scrutatore procede al conteggio. Se il numero delle schede non corrisponde a quello degli elettori, bisogna bruciarle tutte.

Lo spoglio.  Il primo Scrutatore apre ogni scheda, osserva il nome scritto, lo passa al secondo, che poi lo passa al terzo che legge il nome del cardinale sul foglio a voce alta, in modo che tutti gli elettori prendano nota. Alla fine perfora le schede all’altezza della parola Eligo e le lega con un nodo. Nel frattempo i revisori ricontrollano il tutto.

La bruciatura. A fine mattinata (intorno alle 12.00) o a fine serata (intorno alle 19.00) le schede e tutti gli appunti presi vengono bruciati, nulla deve uscire fuori dalla Cappella Sistina. Nella stufa vengono aggiunti composti chimici per differenziare la fumata.

Fumata nera. Tutto da rifare

Fumata bianca. “Habemus Papa”.

L’accettazione. Se uno dei cardinali ottiene i due terzi dei voti, il Decano o il primo dei cardinali per ordine e anzianità, a nome di tutto il collegio chiede il consenso con questa formula: Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice? Come vuoi essere chiamato? A questo punto si bruciano le schede con della paglia e altre sostanze per ottenere una fumata bianca e dire al mondo “Habemus Papam”. Le campane cominciano a suonare.
 
Le vesti del PapaLa stanza delle lacrime. Il Pontefice va nella sacrestia della Cappella Sistina dove indossa le vesti papali, preparate in tre misure. Il nome di questa ‘stanza’ è dovuto proprio al fatto che qui il nuovo Vicario di Cristo scoppia a piangere

L’ossequio dei cardinali. Nella stanza del pianto i porporati che hanno eletto il nuovo Pontefice passano da lui a manifestare la loro obbedienza. Subito dopo viene intonato il canto del Te Deum.

L’annuncio. Il Protodiacono esce dalla loggia e annuncia il nome del Papa eletto con la formula famosa. Ecco come fu annunciata nel 2005 l’elezione di Joseph Ratzinger: 

“Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:

Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Josephum
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger
qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI”

La novità. Quest’anno è  previsto che il Papa appena eletto durante il tragitto verso la loggia, passi dalla Cappella Paolina per fare una breve preghiera personale davanti al santissimo sacramento. Poi riprende il cammmino.  per il saluto al balcone e la benedizione Urbi et Orbi.

Il saluto e la benedizione Urbi et Orbi. Il nuovo Pontefice si presenta ai suoi fedeli e al mondo intero.

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