VIA CRUCIS AL COLOSSEO, PAPA FRANCESCO: “LA CROCE L’UNICA RISPOSTA AL MALE”

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ColosseoROMA – Uno scenario suggestivo, il simbolo di Roma antica, il Colosseo di sera, illuminato dalle padelle romane. E l’attesa per Papa Francesco, per le sue parole. Nelle due settimane trascorse dalla sua elezione al soglio Pontificio lo abbiamo visto immergersi nei bagni di folla, raccolto, concentrato, sorridente, parlare a braccio nelle sue omelie, lavare i piedi ai giovani detenuti di Casal del Marmo.

Ora la prima via Crucis, la sera del Venerdì Santo, dopo la Celebrazione della Passione di Gesù nella Basilica di San Pietro. Papa Francesco è arrivato in macchina e, con il finestrino abbassato ha salutato i fedeli lungo la strada, prima di salire, sempre in auto, sulla terrazza Palatina, dove è stato allestito per lui un Gazebo rosso. Da qui, il Papa ha seguito le quattordici tappe della via Crucis e ha aspettato la Croce. Poi ha pronunciato il suo discorso, breve, conciso –“non aggiungerò molte parole”, dice – ma intenso, carico di significato: “la Croce è l’unica risposta al male”. Un inno alla purificazione. E Conclude con “tutto è amore”.  

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Le fiaccole riscaldano una notte ventosa, ci sono quelle delle Croci e quelle tenute in mano dalle migliaia di fedeli e pellegrini accorsi dalle prime ore del pomeriggio per ricordare insieme a Papa Francesco e al resto del mondo la via percorsa da Gesù, prima della crocifissione e morte, con la Croce sulle spalle. 

E proprio la parola Croce è stata al centro del breve e intenso discorso di Papa Francesco alla fine delle 14 stazioni:

In questa notte deve rimanere una sola parola, che è la Croce stessa. La Croce di Gesù è la Parola con cui Dio ha risposto al male del mondo.

A volte ci sembra che Dio non risponda al male, che rimanga in silenzio. In realtà Dio ha parlato, ha risposto, e la sua risposta è la Croce di Cristo: una Parola che è amore, misericordia, perdono.

E’ anche giudizio: Dio ci giudica amandoci. Ricordiamo questo: Dio ci giudica amandoci. Se accolgo il suo amore sono salvato, se lo rifiuto sono condannato, non da Lui, ma da me stesso, perché Dio non condanna, Lui solo ama e salva.



Cari fratelli, la parola della Croce è anche la risposta dei cristiani al male che continua ad agire in noi e intorno a noi. I cristiani devono rispondere al male con il bene, prendendo su di sé la Croce, come Gesù.

Il discorso del papa

Poi il suo pensiero va ai fratelli del Libano che hanno composto le belle meditazioni e preghiere” e al suo predecessore Benedetto XVI:

 “Li ringraziamo di cuore per questo servizio e soprattutto per la testimonianza che ci danno. Lo abbiamo visto quando il Papa Benedetto è andato in Libano: abbiamo visto la bellezza e la forza della comunione dei cristiani di quella Terra e dell’amicizia di tanti fratelli musulmani e di molti altri. E’ stato un segno per il Medio Oriente e per il mondo intero: un segno di speranza”.



LEGGI/ LE MEDITAZIONI 

Nelle meditazioni scritte da giovani libanesi sotto la guida del Cardinale Béchara Boutros Rai, le preghiere per “i giovani e quanti sono provati dalle divisioni, dalle guerre o dall’ingiustizia e che lottano per essere, in mezzo ai loro fratelli, segni di speranza e operatori di paceNel nostro mondo contemporaneo – continua la meditazione – molti sono i “Pilato” che tengono nelle mani le leve del potere e ne fanno uso al servizio dei più forti. Molti sono coloro che, deboli e vili davanti a queste correnti di potere, impegnano la loro autorità al servizio dell’ingiustizia e calpestano la dignità dell’uomo e il suo diritto alla vita”. 

Nel corso della via Crucis si è pregato anche per “le vittime delle guerre e della violenza che devastano, in questo nostro tempo, vari Paesi del Medio Oriente, come pure altre parti del mondo”, per le donne la cui “dignità è spesso violata” e per i giovani “vittime spesso di felicità artificiali”. 

Alla fine del suo discorso, prima di impartire la benedizione e salutare i fedeli, Papa Francesco ha ricordato che “tutto è amore”:

“Allora continuiamo questa Via Crucis nella vita di tutti i giorni. Camminiamo insieme sulla via della Croce, camminiamo portando nel cuore questa Parola di amore e di perdono. Camminiamo aspettando la Risurrezione di Gesù, che ci ama tanto. E’ tutto amore”.

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Lo schema della Via Crucis è stato quello tradizionale con quattordici Stazioni e tre cadute. 

 Chi ha portato la Croce:

  • Prima e ultima Stazione: il cardinale Vallini
  • Seconda e terza: due famiglie, una italiana e una indiana
  • Quarta e quinta: gli operatori dell’Unitalsi, l’Associazione che segue i malati nei loro   pellegrinaggi che accompagnano anche una persona disabile
  • Sesta e settima: due seminaristi cinesi
  • Ottava e nona: due frati della Custodia di Terra Santa
  • Decima e undicesima: due religiose nigeriane, per l’Africa, e due religiose del Libano.
  • Dodicesima e tredicesima: due giovani del Brasile, in rapporto alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù. 

Le torce ai lati della Croce sono portate da due italiani della diocesi di Roma e da due libanesi.

I lettori principali sono stati: Orazio Coclite, giornalista della Radio Vaticana come voce maschile, Lina Sastri, attrice, come voce femminile, e Carolina Zaccarini che darà l’annuncio delle Stazioni e altri avvisi. 

 

 

 

 

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